L’Alchimista del Suono: Kate Bush e la “Quarta Via”
Prima di essere una popstar, Kate Bush è un’architetta dell’immaginario. Sin dal suo esordio, ha esplorato i territori dell’esoterismo, della letteratura e della psicologia analitica ambiti ai quali è affine per educazione e inclinazione.
Fin dai suoi esordi, è stata influenzata dai fratelli Paddy e John, profondi conoscitori di filosofia e tradizioni orientali.
Il legame più forte e documentato è quello con G.I. Gurdjieff e la sua filosofia della “Quarta Via”. In brani come “Them Heavy People”, cita esplicitamente il mistico armeno (“They read me Gurdjieff and Jesu”).
La visione di Gurdjieff, che mira al risveglio della coscienza attraverso l’equilibrio tra mente, corpo ed emozioni, permea tutta la carriera di Kate. Per lei, la musica e la danza sono “Lavoro” (nel senso esoterico del termine), uno strumento per rompere i meccanismi automatici dell’ego e connettersi a un’intelligenza superiore.
La Genesi di “Running Up That Hill”: Un Titolo “Pericoloso”
Running Up That Hill (A Deal with God), pubblicata nel 1985 come brano d’apertura dell’album “Hounds of Love”, nasce da una riflessione profonda sull’incomunicabilità. La canzone non parla di una scalata fisica, ma di un desiderio quasi sacro: la necessità di superare i limiti dell’ego per comprendere davvero l’essenza di chi ci sta accanto. Il fulcro della canzone, infatti, risiede nel verso:
“And if I only could, I’d make a deal with God, and I’d get him to swap our places”.
Kate Bush immagina, dunque, un accordo divino per poter scambiare il proprio corpo e la propria mente con quelli del partner.
L’artista ha spiegato che l’uomo e la donna sono spesso divisi da un oceano di incomprensioni insormontabili. L’unico modo per capire veramente il dolore, le speranze e il peso dell’altro sarebbe diventare l’altro.
La canzone non doveva chiamarsi così. Il titolo originale scelto da Kate era “A Deal with God” (Un patto con Dio). Tuttavia, la sua casa discografica (EMI) ebbe timore che il titolo potesse essere considerato blasfemo o controverso, rischiando di essere bandito dalle radio in paesi profondamente cattolici come l’Italia, la Spagna o l’Irlanda.[2]
Kate, con pragmatismo ma senza rinunciare alla sua visione, accettò il compromesso di cambiare il titolo principale, lasciando l’originale tra parentesi. Questa “resistenza” del mondo esterno al titolo originale sottolinea quanto il tema del brano fosse, in realtà, profondamente spirituale: non un atto di superbia verso il divino, ma una preghiera per ottenere un potere che solo un dio potrebbe concedere — quello di annullare la distanza tra due anime.[3]
“Tu sei mio Fratello”: Un patto sacro
Il legame tra il celebre brano di Kate Bush e il tema “Tu sei mio Fratello”, relativo alla nostra ultima tornata, si rivela immediato e potente, elevando quella che potrebbe sembrare una formalità rituale a un’accettazione profonda di un legame che trascende il sangue e l’opinione. In questo contesto, l’empatia diventa un vero e proprio strumento muratorio: proprio come nella canzone si invoca la possibilità di “scambiare il proprio posto” per comprendere l’altro, il Massone si impegna ad abbattere i pregiudizi per guardare il mondo attraverso gli occhi del Fratello, superando definitivamente ogni egocentrismo.
Questo faticoso cammino di perfezionamento trova il suo simbolo nella “collina” e nella “strada” citate nel testo, richiamando l’ascesa costante verso la Luce. Riconoscere l’altro come Fratello significa dunque non lasciarlo mai solo durante la salita, offrendo la propria spalla per dividere il peso di questo lungo e tortuoso percorso. È proprio in questa capacità di immedesimazione che risiede la chiave per l’armonia del Tempio: la suggestione di uno scambio d’identità ci insegna che, se potessimo davvero abitare l’uno nell’altro, i conflitti svanirebbero, permettendo alle differenze individuali di fondersi finalmente in un’unica, indissolubile catena d’unione.
In definitiva, Running Up That Hill ci ricorda che la Fratellanza è un esercizio quotidiano di lavoro interiore. Riconoscere un Fratello significa essere pronti a correre su quella collina insieme, consapevoli che il suo dolore è il nostro e la sua luce è la nostra. Solo quando saremo capaci di “scambiarci il posto” senza timore, potremo dire con piena coscienza: “Tu sei mio Fratello”
Curiosità Esoteriche e Simbolismi nel Video
Se osserviamo il video musicale di Running Up That Hill, notiamo che Kate Bush non utilizza i canoni estetici del pop anni ’80, ma si affida a una gestualità rituale che deriva direttamente dal teatro-danza di Lindsay Kemp (maestro di Kate Bush), che integrava elementi del mimo sacro e del teatro Kabuki.
- La Danza Interpretativa: La coreografia (ispirata alle danze sacre e al movimento consapevole) mostra Kate e il ballerino Michael Hervieu compiere gesti speculari. Rappresentano l’archetipo del Maschile e del Femminile che cercano l’unione.
- Le Maschere: Verso la fine del video, compaiono figure mascherate. Nella tradizione esoterica, la maschera rappresenta la “persona” (il ruolo sociale) che deve essere rimossa per rivelare il vero Sé. Lo scambio di posti invocato nel testo richiede proprio la caduta di queste maschere.
- L’Arco e la Freccia: Il gesto finale di scagliare una freccia invisibile verso l’alto è un simbolo classico di aspirazione spirituale e di volontà focalizzata verso il trascendente (la “collina” da scalare).
[1]Graeme Thomson, Under the Ivy: The Life & Music of Kate Bush, Omnibus Press, 2010. È considerata la biografia definitiva. Thomson documenta dettagliatamente l’influenza dei fratelli di Kate (Paddy e John) e il loro interesse per le filosofie orientali e l’esoterismo che hanno plasmato l’approccio artistico della cantante
[2]Tom Doyle, Running Up That Hill: 50 Visions of Kate Bush, Nine Eight Books, 2022. Analisi critica del brano e della sua evoluzione culturale, inclusi i dettagli sul cambio del titolo imposto dalla casa discografica EMI per ragioni di opportunità commerciale
[3] Kate Bush, Intervista a Richard Skinner, BBC Radio 1, “Classic Albums: Hounds of Love”, 1992. Fonte primaria per la genesi di Running Up That Hill. In questa intervista l’artista spiega chiaramente il significato del “patto con Dio” come desiderio di scambio di identità tra uomo e donna per superare l’incomunicabilità.
[4] Ibidem.